Racconti di volo

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Ricordando l'inverno

È tardi, quasi sera, quando le suola dei miei scarponi, toccano di nuovo la neve ghiacciata, posata sul terreno solido che tanto piace a quei comuni mortali. Un saluto al fedele operatore tecnico dell’impianto, che ad ogni salita lo trovo li, al solito posto e come da routine mi dirigo verso il silenzioso decollo.
 

Arriva la primavera e...

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Finalmente, è arrivata la primavera e con lei le prime vere condizioni per “volare” con la V maiuscola, il sole che scalda sempre più il terreno, le giornate lunghe fanno si che le termiche, in questo periodo siano particolarmente robuste, con valori in ascendenza che qui in Fiemme possono raggiungere anche i 6/7 metri al secondo…vi posso assicurare…un bel salire, e le quote massime che si possono raggiungere veramente notevoli..oltre i 3000 metri.

Per questo vorrei raccontarvi il mio volo di Domenica 27 aprile...ultimo giorno di apertura del Cermis e quindi per noi piloti locali l’ultima occasione prima di luglio, di risalire in decollo ottimamente serviti dagli impianti dell’Alpe.
 

Lo chiamavano "Aquila della notte"

Gentili lettori siamo lieti che sia stato accolto l’invito di scriverci, l’autore di questo racconto al momento dell’invio del testo si è firmato, tuttavia ci ha chiesto di non rendere note le sue generalità, noi in quanto team questo lo rispettiamo e auguriamo a tutti voi buona lettura.

“Son chi al 3valli, e di cose se ne contan, ecco a voi cari amici del volavisio na bela storia sentuda settemana passada…”

[sensazioni - 49° volo alto]

Ieri, domenica 17 marzo 2002, finalmente un Volo; non una planata, non un semplice galleggiare in dinamica, ma un Volo. Ebbene, decollo dal Col dei Rossi a metri 2380 circa. Di fronte il Colac, ad un tiro di schioppo il Gran Vernel e la Marmolada; sullo sfondo cima Uomo, Ombrette varie, tutte innevate. Cielo azzurro, appena velato da qualche cirro in dissolvimento. Aria calda, gli sciatori, pochi, si adagiano piano sulla pista di neve ormai umida. Alle mie spalle per terra, sull'erba autunnale che fa capolino fra le chiazze di neve, resta la mia vela, distesa, azzurra e bianca.