
Finalmente, è arrivata la primavera e con lei le prime vere condizioni per “volare” con la V maiuscola, il sole che scalda sempre più il terreno, le giornate lunghe fanno si che le termiche, in questo periodo siano particolarmente robuste, con valori in ascendenza che qui in Fiemme possono raggiungere anche i 6/7 metri al secondo…vi posso assicurare…un bel salire, e le quote massime che si possono raggiungere veramente notevoli..oltre i 3000 metri.
Per questo vorrei raccontarvi il mio volo di Domenica 27 aprile...ultimo giorno di apertura del Cermis e quindi per noi piloti locali l’ultima occasione prima di luglio, di risalire in decollo ottimamente serviti dagli impianti dell’Alpe.
Ve lo voglio raccontare per alcuni motivi particolari,
1) Il volo è stato realizzato con una vela omologata DHV 1/2 (vela indicata per piloti neo brevettati o per chi vola poco,molto sicura, con buone prestazioni in velocità e efficienza) questo a dimostrare che i parapendii odierni ormai coniugano prestazioni e sicurezza ai massimi livelli.
2) Finalmente sono riuscito nell’intento di fare andata/ritorno Cermis/Corno Nero...e oltre.
3) Ho chiuso la stagione delle planate invernali con un volo primaverile di tutto rispetto…con la compagnia (via radio) di due cari amici che hanno reso il tutto ancora più bello…..anche perché,Massimo mi ha imprestato la sua nuova vela...la mia compagna di volo e insieme a Carmelo mi hanno recuperato a Moena e riportato a casa.
Cercherò di sintetizzare le due ore e mezza di volo effettive, anche se la voglia di cercare di trasmettervi sulla carta le sensazioni vissute è troppo forte…mi limiterò al semplice resoconto per farvi capire la strada fatta e darvi, spero, dimostrazione della potenzialità che il parapendio ha.
Al giorno d’oggi chi rende il nostro sport “pericoloso” è ormai in gran parte….chi lo fa’, non il mezzo..ma il pilota, è l’uomo che molto spesso supera i propri limiti causando l’incidente.
Veniamo al dunque:
Ore 13.30 sono pronto sul decollo invernale “ufficiale” dell’Alpe Cermis (grazie al Direttore Seber Silvano che ce lo ha concesso) le condizioni meteo sono buone, buona insolazione, molti cumuli (nuvole) in vale indicano buona attività termica (il nostro motore) i venti in quota solo deboli dai settori settentrionali, pronto….e VIA!!! Si decolla.
Parcheggio davanti al decollo,assaggiando la brezza di valle che lambisce il Cermis e al primo suonare dell’altivario (lo strumento che mi indica se salgo o scendo e a che velocità in metri al secondo, la quota a cui mi trovo) affondo il comando e giro la prima termica che incontro….debole, giro la seconda..niente di meglio, faccio fatica a “tenerla” non riesco a prendere quota e allora decido di allontanarmi volando verso la Salera che una volta raggiunta non mi tradisce e mi regala una ampia e generosa corrente ascensionale che mi porta con facilità a 2000 metri e mi permette in sicurezza di riattraversare la valle per appoggiarmi al dosso del laghetto artificiale del Cermis, verso Cavalese.
Le termiche oggi seguono molto l’andamento del terreno, sono difficili da seguire finchè non si verticalizzano, dopo una bella sudata faccio il pieno sulla verticale del secondo tronco della funivia..2700 metri e…via verso l’altro versante della valle per agganciare il monte Cornacci verso Tesero, ci arrivo bello alto e da subito una ottima termica a +5 m/s mi fa salire fino a circa 2500 metri, decido subito di sganciare verso il Corno nero con l’intento di atterrare al decollo del Buson del Corno.
Passo di fianco al monte Cucal e arrivo basso…molto basso sulle pendici dei Pozzi a destra,guardando Cavalese della cava di Varena, una meravigliosa brezza di valle mi prende per mano e mi fa
raggiungere molto facilmente la cima..vedo il baito dei Pozzi..che bello!!!
Forza Giorgio mi dico…dai che ci siamo…ancora un po’ di quota e puoi provare ad entrare al decollo (2150 metri)..non faccio in tempo a finire questi pensieri che ..oh !oh!Una corposa,violenta chiusura mi fa’ ricordare che siamo in primavera, bisogna stare attenti le “bombe” (così in gergo noi piloti chiamiamo le corpose termiche primaverili) sono sempre in agguato…per fortuna mi dico stò volando un DHV 1-2…se fossi stato qui con il mio Ventus DHV 3 non si sarebbe riaperta così velocemente…fantastica questa vela, che fortuna hanno i nuovi piloti ad avere simili mezzi appena brevettati, sicuri, veloci, efficienti se penso ai parapendii che il mercato offriva quando ho iniziato io..; bene, ripreso il normale asseto di volo mi alzo il necessario zizzagando davanti al decollo e chiudendo le orecchie (si tirano verso il basso i cordini esterni della vela che chiude i bordi esterni e il parapendio scende più velocemente e più stabile) entro con una certa facilità in decollo e atterro.
Chiudo subito la vela che alimentata dal forte vento vuole ritornare in volo, BINGO!! Metà percorso programmato l’ho fatto, è già un’ora che stò volando, sento il bisogno di riposare un po’, ragguaglio Massimo via radio sul percorso fatto, sulla chiusura subita e sulla mia perplessità nel ridecollare subito….la brezza unita all’attività termica della giornata è veramente forte, sicuramente più di 20 Km/h (quasi il nostro limite per decollare in sicurezza), una telefonata alla moglie per tranquillizzarla sul volo fin qui fatto e ripreparo la vela per tentare il decollo.
Ahi !Ahi !E’ proprio forte, la vela mi strattona fino alla sommità del decollo…nient e da fare, rifaccio la vela a fiocco e mi abbasso di quota ripreparandomi….uno, due, tre tentativi che fatica
finalmente la forza dell’aria diminuisce quel tanto che mi permette di ritornare in volo, da subito capisco che sul versante nord della valle le condizioni sono veramente buone, questo grazie alla perfetta insolazione del Corno Nero baciato dal sole fin dal primo mattino, lo strumento continua a suonare 2, 3, 4 metri al secondo…che libidine…il decollo si fa’ velocemente piccolo,10/15 minuti al massimo e mi ritrovo a 3370 metri alla base della nuvola che fa da cappello al Corno Nero, comunico a Massimo, vista la quota, l’intenzione di attraversare la valle per riagganciare il Cermis, quasi 11Km di traverso spinto da un leggero vento da nord; non posso riportare le sue parole, immaginate cosa può dirti un pilota che vista la bellissima giornata è costretto da uno strascico di influenza a rimanere a casa e seguirti in volo con la radio….
Vi assicuro che attraversare la nostra magnifica Valle di Fiemme da nord a sud con quella quota non penso lo dimenticherò più..se il paradiso ci assomiglia chi ci vive è sicuramente fortunato!!!
Arrivo sotto la funivia a monte, ottimo, anche se il versante sud non da’ granchè, provo ad attendere qualche debole termica che girata con attenzione mi scarroccia in Val di Lagorai, entro sul costone sud e tra i 1600 e i 1700 metri di quota arrivo spinto dalla brezza di valle di fianco a Ziano dove una tranquillissima +2 metri al secondo mi porta lentamente a 3100 metri, sono quasi sulla verticale della catena del Lagorai che vista!! Da qui penso sia la più bella catena di monti del Trentino…le Pale di S.Martino
illuminate dal sole del pomeriggio mi fanno l’occhiolino quasi a invitarmi verso di loro…ma decido per la val di Fassa, via a tutto accelleratore (si avete capito bene, acceleratore, è una pedalina che spinta con i piedi tira i cordini anteriori verso il basso”picchiando “ la vela che così accellera, la vela di Massimo fa i 50Km/h con giù tutta la pedalina) verso il Monte Mulat spartiacque naturale tra la Valle di Fiemme e Bellamonte, lo raggiungo a 2100metri sopra la cima, provo a parcheggiare nella speranza che Predazzo mi regali ancora un po’ di quota per proseguire il cross verso Canazei, ma i cumuli divenuti grossi hanno messo in ombra la valle, spegnendo il motore delle termiche, vedo Moena ancora al sole…ci provo, mi attacco al costone e lo seguo ma arrivato alla piana di Moena andata nel frattempo in ombra, ho solo 100 metri al suolo..vedo Massimo e Carmelo che mi hanno seguito in macchina fermi di fianco alla statale dove parte la Marcialonga, posso essere contento, mi dirigo verso di loro e atterro dolcemente a pochi metri dalla macchina…sono le 16.30…che VOLO!!.
Ciao ,alla prossima…
Giorgio.
## Questo articolo fu scritto per il notiziario del Comune di Cavalese ( 2000 copie ) dove nello spazio riservato alle associazioni sportive, viene fatto conoscere ai concittadini questo nostro meraviglioso sport. ##